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Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Il Ministero dell'Ambiente è stato istituito nel 1986.

Le principali linee direttrici che il Ministero perseguirà nei prossimi anni sono relative a: sostenere e attuare gli accordi internazionali ed europei sullo sviluppo sostenibile; rafforzare i programmi in materia di clima e di energia, con particolare attenzione alla mobilità sostenibile e al risparmio energetico; incrementare la salvaguardia della biodiversità e del capitale naturale; potenziare il contrasto al dissesto idrogeologico e migliorare la tutela delle risorse idriche; intensificare la sicurezza del territorio e le attività di bonifica e risanamento dei siti inquinati; incrementare l'efficacia delle autorizzazioni e valutazioni ambientali; migliorare la gestione dei rifiuti e promuovere l'economia circolare; prevenire le procedure di infrazione e rafforzare la partecipazione sistematica alle politiche dell'Unione Europea; ripensare lo stesso Ministero come esempio di sostenibilità socio-ambientale.

Tra le attività del Ministero rientrano il coordinamento della normativa ambientale, la partecipazione a iniziative internazionali in materia di tutela dell'ambiente e l'attuazione delle politiche europee in materia ambientale.

Il Ministero collabora con le amministrazioni regionali e locali e si avvale della collaborazione del Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare dell’Arma dei Carabinieri, del Corpo delle Capitanerie di Porto, dei reparti del Corpo della Guardia di Finanza e dei reparti delle forze di Polizia.


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martedì, 23 20 Maggio17

12:00
13:00

Il primo Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia[ws.56]

Stand: Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare

Se la perdita della biodiversità e degli ecosistemi minaccia seriamente il corretto funzionamento della biosfera in cui viviamo e contestualmente minaccia le nostre economie e le nostre società, è molto importante iniziare a considerare il Capitale Naturale nei sistemi contabili e nelle decisioni politiche che sovrintendono al funzionamento anche dei sistemi economici.

Con il Collegato ambientale (Legge n. 221/2015) si è disposto l’istituzione di un Comitato e la redazione annuale del Rapporto sul Capitale Naturale in Italia, quale base per garantire la conservazione e il ripristino delle risorse naturali e favorire nuove politiche capaci di sostenere nuove forme di sviluppo sostenibile.

Questo incontro si propone, attraverso l’intervento di esperti del settore, di approfondire e discutere i temi e i contenuti del primo Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia.

martedì, 23 20 Maggio17

14:30
15:30

La replicabilità delle buone pratiche in campo ambientale: le azioni del Ministero dell’Ambiente[ws.57]

Stand: Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare

Le Regioni si trovano sempre più spesso ad affrontare sfide ambientali e climatiche di natura complessa, che necessitano di mettere in pratica opzioni strategiche che implicano la conoscenza di strumenti innovativi e di soluzioni tecniche efficaci al fine di garantire la completa integrazione ambientale delle azioni sul territorio. In tale ottica, il Ministero dell’Ambiente ha avviato un percorso di trasferimento e replicabilità di buone pratiche ambientali nelle regioni meno sviluppate. Tale percorso, finanziato nell’ambito del progetto “Rafforzamento delle Autorità Ambientali” - Programma di Azione e Coesione Complementare al PON GAT FESR 2007-2013 - ha consentito di fornire un supporto specialistico alla Regione Calabria e alla Regione Sicilia per la replicabilità di buone pratiche individuate sulla base dei fabbisogni regionali rilevati nei POR 2014-2020.

 

La Piattaforma delle Conoscenze è lo strumento principale del Ministero dell’Ambiente per la capitalizzazione dei risultati dei progetti, finanziati con fondi europei, che hanno sperimentato con successo soluzioni, tecniche, metodi ed approcci in materia di ambiente e clima ed hanno contribuito a migliorare la base delle conoscenze, nonché favorito l’attuazione e lo sviluppo delle politiche e della legislazione dell’Unione europea. La Piattaforma è un sito web dinamico rivolto a tutti quei soggetti pubblici e privati che programmano investimenti in campo ambientale, offrendo metodi, tecniche e modelli già sperimentati a livello locale e potenzialmente replicabili (www.pdc.minambiente.it).

martedì, 23 20 Maggio17

15:30
16:30

La finanza per il clima e per lo sviluppo sostenibile e il Rapporto Italia-UNEP “Financing the Future”[ws.58]

Stand: Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare

La finanza per il clima e, più in generale, la finanza verde e per lo sviluppo sostenibile svolgono un ruolo fondamentale ai fini dell’attuazione degli impegni dell’accordo di Parigi e dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il seminario intende fornire un quadro di riferimento sulle politiche in atto e sulle risorse finanziarie mobilitate per l’attuazione degli impegni internazionali. Dopo aver passato in rassegna le principali istituzioni finanziarie attive sul clima nella cooperazione internazionale di tipo multilaterale (fondi e banche multilaterali) e le principali attività dell’Italia nella cooperazione bilaterale in campo ambientale, saranno esaminati i dati disponibili sul contributo dell’Italia per il clima nella cooperazione multilaterale e bilaterale. Verrà quindi introdotto il tema del tracciamento della finanza per gli investimenti riguardanti il clima a livello domestico. Infine, sarà illustrata l’iniziativa MATTM-UNEP di Dialogo Nazionale per una Finanza sostenibile e le principali risultanze del rapporto finale del Dialogo nazionale “Financing the future”. 

mercoledì, 24 20 Maggio17

10:00
11:00

Economia circolare e il ruolo della pubblica amministrazione[ws.59]

Stand: Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare

Progredire verso un’economia circolare costituisce oramai l’obiettivo strategico da perseguire per la realizzazione di uno sviluppo sostenibile. Un ruolo cruciale nell’agenda del nuovo sviluppo è svolto dalla Pubblica Amministrazione, che gioca un ruolo di primo piano nell’adozione di atti autoritativi, di autorizzazione e pianificazione, nonché di regolazione del mercato.

mercoledì, 24 20 Maggio17

11:00
12:00

Il Regolamento REACH: un esempio di governance condivisa[ws.60]

Stand: Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare

La governance condivisa è un modello di governo che comporta una responsabilità condivisa delle amministrazioni interessate e stimola la definizione di politiche e iniziative per la loro attuazione, attraverso un approccio integrato.

Rientra tra  gli esempi di governance condivisa il coordinamento tra le amministrazioni italiane per l’attuazione del regolamento REACH.  Con la legge n. 46/2007 e il successivo D.M. 22 novembre 2007 sono stati individuati i compiti delle amministrazioni coinvolte nell’attuazione del regolamento (Ministeri della Salute, dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e Regioni, che operano con il supporto tecnico-scientifico dell’ISS e dell’ISPRA).

I rappresentanti di queste Amministrazioni, nell’ambito del Comitato tecnico di coordinamento, concordano posizioni da assumere in relazione alle decisioni che devono essere adottate a livello europeo e alle iniziative da promuovere a livello nazionale.

L’esperienza italiana rappresenta, a livello europeo, una delle poche esperienze nazionali che assicura il coinvolgimento di tutte le amministrazioni portatrici di elementi di tutela specifici (salute umana, ambiente, competitività industriale). 

Questa esperienza di governance condivisa prevede il coinvolgimento costante delle parti interessate (imprese,  lavoratori e  cittadini/consumatori), al fine di permettere un dialogo costante tra le parti e il raggiungimento degli obiettivi concordati. In questo quadro, il portale www.reach.gov.it  rappresenta uno strumento di condivisione delle informazioni.

mercoledì, 24 20 Maggio17

12:00
13:00

L’informazione pubblica sugli organismi geneticamente modificati (OGM)[ws.61]

Stand: Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare

La Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) ha introdotto un Meccanismo di Clearing-House (Clearing-House Mechanism, CHM) per facilitare l’accesso e la condivisione delle informazioni, lo scambio di conoscenze e la cooperazione a livello tecnico e scientifico tra le Parti contraenti.

La Biosafety Clearing-House (BCH) fa parte del CHM della CBD e, attraverso il nodo centrale (http://bch.cbd.int/), costituisce un “centro per facilitare lo scambio di informazioni ed esperienze di tipo scientifico, tecnico, ambientale e giuridico concernenti gli Organismi Geneticamente Modificati” tra le Parti contraenti il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza e tutti i soggetti coinvolti nei processi di valutazione e di gestione del rischio derivante da OGM e l’opinione pubblica.

L’accesso alle informazioni riguardanti ciascuna Parte contraente viene garantito attraverso i nodi periferici della BCH.

Il MATTM, in collaborazione con l’ICGEB, ha istituito il nodo italiano della BCH (http://bch.minambiente.it) con lo scopo di (a) adeguarsi al quadro internazionale creato dal Protocollo di Cartagena, (b) dare seguito alle indicazioni della Convenzione di Aarhus e dell’Emendamento di Almaty, (c) rispondere alle disposizioni dell’Unione Europea in materia di biosicurezza, (d) ottemperare alla legislazione italiana in materia di informazione e consultazione pubblica sulla biosicurezza.

mercoledì, 24 20 Maggio17

14:30
15:30

Il primo Catalogo dei sussidi ambientalmente favorevoli e dannosi[ws.62]

Stand: Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare

Il primo “Catalogo dei Sussidi Ambientalmente Dannosi e Favorevoli” fornisce una panoramica della situazione italiana sul tema dei sussidi con impatti ambientali rilevanti attraverso la rassegna di oltre 130 misure per un valore stimato di circa € 40 miliardi. I settori in cui sono stati suddivisi i sussidi sono Agricoltura, Energia, Trasporti, IVA ed Altro. Ciascuna misura è stata valutata a seconda del diverso impatto ambientale in “Favorevole”, “Dannoso” o “Incerto”.

mercoledì, 24 20 Maggio17

15:30
16:30

Progetto Geoportale in Comune – Dal dato locale all’informazione nazionale a supporto delle politiche di governance del territorio[ws.63]

Stand: Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare

Il D.lgs 27 Gennaio 2010, n° 32, recepisce la Direttiva Europea 2007/2/CE (Direttiva INSPIRE) che delinea la governance per la messa a punto e la gestione della “Infrastruttura Nazionale per l'Informazione Territoriale e per il Monitoraggio Ambientale”. Il Decreto assegna un ruolo centrale al Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, quale Autorità nazionale competente per l'attuazione, nonché quale Focal Point a livello internazionale e nazionale.

Il “Geoportale Nazionale” è pensato quale l’infrastruttura idonea alla raccolta, analisi, condivisione e utilizzazione delle informazioni tematiche territoriali e ambientali. Il Geoportale Nazionale opera nella direzione della  cooperazione tecnica e informativa tra i diversi livelli nazionali e locali. I dati condivisi costituiscono la base, sia per la “fotografia” dello stato dell’ambiente e del territorio, sia per le valutazioni che ogni singola amministrazione è chiamata a svolgere.

La condivisione delle informazioni ha il fine ultimo di potenziare e adottare strumenti di monitoraggio e decision making basati su un patrimonio informativo completo e aggiornato ad ogni livello.

Il progetto pilota “Geoportale In Comune” ha scopo di effettuare il censimento, la catalogazione e la condivisione dei dati territoriali dell’Area metropolitana di Roma Capitale, un territorio complesso in cui sono presenti 121 comuni e molti altri organismi che a vario titolo gestiscono dati territoriali.

Questo progetto rappresenta anche l’occasione di stimare il grado di standardizzazione dei vari dati, necessaria per l’integrazione degli stessi con il Geoportale Nazionale.

Il progetto mira a essere ripetuto in altre realtà comunali del territorio nazionale con l’obiettivo di instaurare un dialogo diretto tra tutti gli attori e i tecnici coinvolti nel processo di creazione, aggiornamento e condivisione dei dati territoriali e il Geoportale Nazionale. Alla base c’è la convinzione che il coinvolgimento dei comuni faciliterà la ricognizione del patrimonio informativo e, successivamente, una più efficace e organica gestione del territorio.

giovedì, 25 20 Maggio17

12:00
13:00

Il Progetto Riuso di Expo 2015: l’ultimo anello per chiudere il cerchio[ws.131]

Stand: Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare

L’Esposizione Universale di Milano del 2015, oltre ad essere occasione unica per approfondire i temi dell’alimentazione e della sostenibilità, è stato anche un esempio di applicazione di criteri dell’economia circolare lungo tutto il ciclo di vita dell’evento, dalla costruzione dei padiglioni agli acquisti verdi, dal recupero del cibo alla raccolta differenziata sino al riuso finale dei beni mobili. Tra i risultati e le buone pratiche ottenute anche nell’ambito del progetto sulla sostenibilità dei grandi eventi portato a termine in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, verrà inquadrata, in particolare, la recente iniziativa sul riuso di Expo 2015 SpA, oggi in Liquidazione. Il Progetto Riuso ha avuto l’obiettivo di valorizzare tutti gli asset materiali ancora nelle disponibilità, promuovendo uno dei messaggi chiave legato alla sostenibilità: il risparmio delle risorse naturali attraverso il prolungamento della vita utile dei beni, quale importante legacy immateriale dell’evento stesso. Verranno introdotti i principi e le regole per la cessione utilizzati e, in particolare, per la procedura di donazione a particolari soggetti beneficiari, quali enti pubblici ed enti senza scopo di lucro, realizzata con il fondamentale contributo della Fondazione Triulza. Infine, saranno illustrati i risultati ottenuti che rappresentano un interessante caso studio per stimolare il riuso da parte delle Pubbliche Amministrazioni in maniera trasparente, efficiente, creativa, inclusiva e solidale.

giovedì, 25 20 Maggio17

14:00
15:00

Il ruolo delle pubbliche amministrazioni nel quadro delle politiche per il clima e l’energia. Iniziative nazionali in materia di adattamento ai cambiamenti climatici.[ws.64]

Stand: Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare

L’Italia, così come altri paesi dell’Unione Europea, si trova ad affrontare una domanda energetica crescente ma deve anche rispondere alla necessità di garantire ai cittadini un’energia che sia sicura, accessibile e rispettosa dell’ambiente e del clima. La Direzione Generale per il Clima e l’Energia del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare svolge le sue funzioni proprio in tali ambiti, attraverso programmi  e  progetti  nazionali  per   la   riduzione   della «intensità  di  carbonio»  nei  diversi   settori   economici, politiche per le città  sostenibili e  mobilità sostenibile, politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, energie rinnovabili ed efficienza energetica.

La comunità scientifica è ormai da tempo concorde nel riconoscere i cambiamenti climatici come una questione cruciale per lo sviluppo futuro del pianeta. Diverse iniziative sono state intraprese in questo senso negli ultimi decenni a diverse scale, contribuendo ad arricchire il quadro teorico e le sperimentazioni sul campo in merito alle possibili strategie da adottare. In particolare alla necessità di trovare soluzioni per la mitigazione e l’abbattimento delle emissioni climalteranti si è andata affiancando nel tempo la consapevolezza che occorra anche una pianificazione in termini di adattamento per contenere gli impatti e incrementare la resilienza dei territori. L’intervento costituisce l’occasione per descrivere il quadro delle azioni sull’adattamento ai cambiamenti climatici intraprese a livello nazionale attraverso la sintesi dei principali strumenti e politiche di riferimento: in particolare la Strategia Nazionale sull’Adattamento ai Cambiamenti Climatici approvata nel giugno 2015 e il redigendo Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) previsto per la sua attuazione.

giovedì, 25 20 Maggio17

15:00
16:00

Il programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro: nuove opportunità per gli Enti Locali[ws.65]

Stand: Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare

La Legge 28/12/2015, n. 221 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali” ha previsto all’art. 5 la definizione del Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro per la cui attuazione sono stati destinati 35 milioni di euro a valere sulle risorse di cui all’art.19, comma 6 del Decreto Legislativo 13/03/2013, n. 30.

Il Programma prevede il finanziamento di progetti, predisposti da uno o più enti locali e riferiti a un ambito territoriale con popolazione superiore a 100.000 abitanti, diretti a incentivare iniziative di mobilità sostenibile.

Sono stati presentati 114 progetti che coinvolgono complessivamente 483 Enti Locali.

giovedì, 25 20 Maggio17

16:00
17:00

I programmi di efficienza energetica della pubblica amministrazione locale: criticità e prospettive[ws.66]

Stand: Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare

Le misure di efficienza energetica rappresentano uno dei punti cardine delle politiche e delle strategie dell’Unione Europea e sono sempre più frequentemente riconosciute come un mezzo per ridurre le emissioni di CO2, migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento e ridurre i costi delle importazioni.

Con specifico riferimento al patrimonio edilizio pubblico, si stima che il consumo elettrico complessivo sia pari a circa l’8% del consumo elettrico nazionale, il consumo termico sia pari a circa il 10% del consumo termico nazionale, mentre all’illuminazione pubblica è ascrivibile il 15-20% del consumo elettrico dell’intera Pubblica Amministrazione locale che, pertanto, gioca un “ruolo esemplare” in tema di promozione dell’efficienza energetica nell’edilizia.

Il workshop sarà l’occasione per presentare i risultati conseguiti grazie alla realizzazione dei progetti di efficientamento energetico finanziati dal Ministero dell’Ambiente e, al contempo, analizzare le principali criticità riscontrate tanto nella fase di pianificazione quanto in quella di gestione operativa dei progetti da parte degli enti locali beneficiari.

Verrà, infine, effettuato un focus sui prossimi programmi di efficientamento energetico degli edifici pubblici che saranno finanziati dalla Direzione CLE del Ministero dell’Ambiente.

giovedì, 25 20 Maggio17

17:00
18:00

Appalti verdi obbligatori: un impegno concreto per ottenere benefici ambientali e sostenere la green economy[ws.67]

Stand: Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare

Il seminario mira a illustrare le novità giuridiche in materia di GPP, in particolare l’obbligo di applicazione dei Criteri Ambientali Minimi così come modificato dall’art. 23 del D. Lgs. n. 56/2017, le attività in corso e programmate per facilitare l’applicazione di tali criteri e per rafforzare ulteriormente questa politica, con cenni ai benefici ambientali ed economici che ne derivano e ai legami con gli indirizzi comunitari pertinenti.   

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