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WIND TRE

Wind Tre, guidata da Jeffrey Hedberg, è ai vertici del mercato mobile in Italia e tra i principali operatori alternativi nel fisso. L’azienda è nata dalla fusione delle due società operative H3G S.p.A e Wind Telecomunicazioni S.p.A. a seguito della joint-venture paritetica creata dai rispettivi azionisti CK Hutchison e VEON.

Wind Tre sta realizzando significative efficienze e importanti investimenti in infrastrutture digitali. La nuova capacità finanziaria e industriale permette a Wind Tre di fornire servizi innovativi, di elevata qualità ed una maggiore velocità di rete in linea con la crescente domanda di connettività e con le aspettative di consumo di famiglie ed imprese.

L’azienda ha l’obiettivo di diventare un player di riferimento nell’integrazione fisso-mobile e nello sviluppo delle reti in fibra di nuova generazione grazie anche all’accordo con Open Fiber per la realizzazione della rete in banda ultralarga in Italia. Sul fronte del mobile, Wind Tre, a rete consolidata, disporrà di 21.000 siti di trasmissione.

Nel segmento Consumer, “Wind” e “3” sono i brand che caratterizzano i prodotti e le offerte di Wind Tre. Due marchi forti, complementari e ben posizionati sul mercato italiano. “Wind” rappresenta la scelta ‘smart value for money’, all’insegna dei valori di chiarezza, trasparenza e semplicità, e della vicinanza ai propri clienti. Il brand “3”, da sempre all’avanguardia nelle scelte tecnologiche, è caratterizzato dai valori di trasparenza, innovazione e tecnologia, espressi dal pay-off ‘The future you want’. Il marchio “3” si rivolge, prevalentemente, ai clienti con una forte attitudine al digitale, “Wind” alle famiglie.

“Wind Tre Business” è il nuovo brand rivolto ad Aziende e Pubblica Amministrazione. Propone offerte innovative con un’ampia varietà di soluzioni integrate di telefonia fissa e mobile, servizi supportati da connettività 4G/LTE e in Fibra, da Data Center di ultima generazione e da partnership con leader di mercato e startup ICT. “Wind Tre Business” è caratterizzato da relazione, fiducia e valore, che si traducono in vantaggi concreti per i clienti, massimizzandone produttività ed efficienza.

 


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mercoledì, 24 maggio 2017

09:30
11:30

Smart working per una nuova organizzazione del lavoro pubblico[co.21]

Sala: Sala 12

Ad oggi nel settore privato italiano gli smart workers – ossia quei lavoratori che godono di discrezionalità nella definizione delle modalità di lavoro in termini di luogo, orario e strumenti utilizzati - sono oltre 250 mila e sono cresciuti del 40% rispetto al 2013. Molto meno positivo è lo scenario all’interno della Pubblica Amministrazione nella quale, nonostante alcune positive esperienze, lo smart working è nei fatti assente.

Eppure lo stesso disegno di legge sul “lavoro agile”, inizialmente proposto dal Governo e poi ulteriormente ampliato e migliorato dalla Commissione Lavoro del Senato, fa esplicito riferimento alla possibilità di applicazione ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche.  La stessa riforma “Madia” della Pubblica Amministrazione all’art. 14, nel quadro della “Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle amministrazioni pubbliche”, chiede di adottare misure organizzative “per la sperimentazionedi nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa”. Una chiara volontà da parte del legislatore di spingere l’adozione di un’organizzazione del lavoro che coniughi anche nel pubblico impiego stabilità e tutela nei contratti, con una maggiore flessibilità e responsabilizzazione nella gestione del rapporto di lavoro. Quali allora gli ostacoli al cambiamento?

Fondamentale in questo scenario il ruolo dell’offerta. C’è bisogno di strumenti semplici, efficaci e sicuri che abilitino forme avanzate di collaborazione a distanza e in mobilità.  Di conseguenza è fondamentale il confronto tra i player di mercato e le amministrazioni per raccogliere le esigenze e sviluppare le soluzioni più appropriate, in un contesto in cui le tecnologie e i modelli collaborativi stanno letteralmente esplodendo.

LE ISCRIZIONI SONO CHIUSE PERCHE' E' STATO SUPERATO IL NUMERO MASSIMO DI ISCRIZIONI CONSENTITO DALLA SALA

giovedì, 25 maggio 2017

09:30
11:30

Le politiche di "Industry 4.0"[co.06]

Sala: Sala 11

Valgono 20 miliardi di euro, in potenza, gli incentivi previsti dal piano Industry 4.0. Secondo il Ministero dello sviluppo economico possono creare un effetto leva da 100 miliardi di euro. Una visione che è già entrata nella fase attuativa, per innovare la nostra industria con robot, stampanti 3D, internet delle cose, automazione. Ma come procede il recepimento da parte delle imprese, come si sta effettivamente declinando il ruolo dei competence center e delle associazioni di categoria per sviluppare competenze e domanda di innovazione?

Si sta sviluppando in parallelo un adeguato piano di cybersecurity per mettere in sicurezza le aziende connesse?

Facciamo il punto della situazione con i diversi rappresentanti del settore, per capire l’effettivo impatto di questa trasformazione in corso sulla nostra industria e gli eventuali ostacoli che sta affrontando.

Tra i 17 Sustainable Development Goals - strettamente correlati l'uno con l'altro - il focus, in questo evento, sarà sull'obiettivo 9, "Innovazione e infrastrutture", ma parleremo anche di "Città e comunità sostenibili" e "Consumo e produzione responsabili".

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