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VODAFONE

Vodafone Italia fa parte del Gruppo Vodafone, uno dei maggiori gruppi di telecomunicazioni al mondo con oltre 523,5 milioni di clienti di rete mobile e 18,5 milioni di rete fissa. La rete 4G di Vodafone raggiunge il 97,6% della popolazione e i servizi in fibra disponibili in oltre 1.000 città. Recentemente ha lanciato la rete mobile 4.5G a Milano, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, e Verona,  e si è aggiudicata la sperimentazione per il 5G per la città metropolitana di Milano. È di Vodafone la prima offerta commerciale in fibra in Italia fino a 1 Gigabit al secondo in 12 comuni italiani, grazie alla partnership con Enel Open Fiber per portare la fibra fino alla casa dei clienti in 250 città. Ha inoltre portato la fibra a 1 Gigabit al secondo nei distretti industriali italiani di Moncalieri (TO), Cologno Monzese (MI), Carpi (MO), Modena, Forlì Ospedaletto (FC), Modugno (BA), Surbo (LE) e Arzano (NA).
Con un’offerta convergente che include connettività 4G e Fibra, servizi cloud e IoT, Vodafone è partner per la digitalizzazione di imprese e PA, per la quale si è aggiudicata una parte dei contratti per i servizi di connettività dati della gara Consip SPC.
 
In Italia ha circa 7.000 dipendenti, di cui 2.500 operano nel mondo dell’assistenza ai clienti in 8 Competence Center su tutto il territorio nazionale. Nel 2014 ha avviato il più vasto programma di Smart Working in Italia, che coinvolge 3.500 dipendenti.

E' partner di

martedì, 23 maggio 2017

11:00
13:30

Innovazione tecnologica e sostenibilità dello sviluppo[sc.07]

Sala: Sala 10

La sostenibilità e l’equità di uno sviluppo che si traduca in maggiore benessere per i cittadini e le comunità locali non può prescindere da una parte da un incremento della produttività del lavoro che produca crescita e con essa occupazione, dall’altra dalla disponibilità e qualità dei servizi di base (mobilità, istruzione, mobilità) e di quelle condizioni di contesto (ambiente, cultura, ricchezza relazionale). L’innovazione tecnologica può essere fattore determinante per abilitare queste opportunità in un momento di crisi della finanza pubblica: essa permette infatti di creare valore e di fare di più con meno.  

mercoledì, 24 maggio 2017

09:30
11:30

Smart working per una nuova organizzazione del lavoro pubblico[co.21]

Sala: Sala 12

Ad oggi nel settore privato italiano gli smart workers – ossia quei lavoratori che godono di discrezionalità nella definizione delle modalità di lavoro in termini di luogo, orario e strumenti utilizzati - sono oltre 250 mila e sono cresciuti del 40% rispetto al 2013. Molto meno positivo è lo scenario all’interno della Pubblica Amministrazione nella quale, nonostante alcune positive esperienze, lo smart working è nei fatti assente.

Eppure lo stesso disegno di legge sul “lavoro agile”, inizialmente proposto dal Governo e poi ulteriormente ampliato e migliorato dalla Commissione Lavoro del Senato, fa esplicito riferimento alla possibilità di applicazione ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche.  La stessa riforma “Madia” della Pubblica Amministrazione all’art. 14, nel quadro della “Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle amministrazioni pubbliche”, chiede di adottare misure organizzative “per la sperimentazionedi nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa”. Una chiara volontà da parte del legislatore di spingere l’adozione di un’organizzazione del lavoro che coniughi anche nel pubblico impiego stabilità e tutela nei contratti, con una maggiore flessibilità e responsabilizzazione nella gestione del rapporto di lavoro. Quali allora gli ostacoli al cambiamento?

Fondamentale in questo scenario il ruolo dell’offerta. C’è bisogno di strumenti semplici, efficaci e sicuri che abilitino forme avanzate di collaborazione a distanza e in mobilità.  Di conseguenza è fondamentale il confronto tra i player di mercato e le amministrazioni per raccogliere le esigenze e sviluppare le soluzioni più appropriate, in un contesto in cui le tecnologie e i modelli collaborativi stanno letteralmente esplodendo.

LE ISCRIZIONI SONO CHIUSE PERCHE' E' STATO SUPERATO IL NUMERO MASSIMO DI ISCRIZIONI CONSENTITO DALLA SALA

giovedì, 25 maggio 2017

09:30
11:30

Data driven decision: usare i dati per governare i fenomeni (Tavolo di lavoro Executive)[co.17_executive]

Sala: Sala 9

Il buon governo deve avere la capacità di prendere decisioni sulla base dell’esatta conoscenza di quello che avviene nel territorio stesso. È ciò che viene chiamato data driven decision o anche Data driven economy ed è la conseguenza virtuosa di un processo in grado di trasformare i dati grezzi in informazioni, queste in conoscenza su cui prendere, infine, decisioni.

Ma la PA è pronta a trasformare l’enorme mole di informazioni a sua disposizione in buon governo? Le potenzialità sono enormi: si va dall’analisi dei bisogni, per offrire servizi migliori ai cittadini, ad una maggiore razionalizzazione della spesa pubblica. Alle fonti istituzionali si sono aggiunte anche le informazioni che provengono dai diversi device che popolano le città (l’Internet delle cose), dalle segnalazioni dei cittadini o dal funzionamento stesso della macchina amministrativa (ad esempio dai processi di fatturazione elettronica).

Per ascoltare la registrazione completa  dell'evento cliccare QUI

giovedì, 25 maggio 2017

11:45
13:30

Data driven decision: usare i dati per governare i fenomeni[co.17]

Sala: Sala 9

Il buon governo deve avere la capacità di prendere decisioni sulla base dell’esatta conoscenza di quello che avviene nel territorio stesso. È ciò che viene chiamato data driven decision o anche Data driven economy ed è la conseguenza virtuosa di un processo in grado di trasformare i dati grezzi in informazioni, queste in conoscenza su cui prendere, infine, decisioni.

Ma la PA è pronta a trasformare l’enorme mole di informazioni a sua disposizione in buon governo? Le potenzialità sono enormi: si va dall’analisi dei bisogni, per offrire servizi migliori ai cittadini, ad una maggiore razionalizzazione della spesa pubblica. Alle fonti istituzionali si sono aggiunte anche le informazioni che provengono dai diversi device che popolano le città (l’Internet delle cose), dalle segnalazioni dei cittadini o dal funzionamento stesso della macchina amministrativa (ad esempio dai processi di fatturazione elettronica).

Tra i 17 Sustainable Development Goals - strettamente correlati l'uno con l'altro - il focus, in questo evento, sarà sull'obiettivo 9 "Innovazione e infrastrutture".

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