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VODAFONE

Vodafone Italia fa parte del Gruppo Vodafone, uno dei maggiori gruppi di telecomunicazioni al mondo, con 470 milioni di clienti di rete mobile e 14.3 milioni di rete fissa. Il Gruppo opera nel mercato della rete mobile in 26 paesi, è presente con accordi di partnership in altri 49 ed è attivo in 17 mercati con i propri servizi di rete fissa. In Italia, ha circa 7.000 dipendenti e nell’anno fiscale chiuso il 31 marzo 2016, il suo contributo diretto e indiretto all’economia italiana è stato pari a 6,4 miliardi di euro. In prima fila per la digitalizzazione del Paese attraverso lo sviluppo della banda larga fissa e mobile, oggi Vodafone raggiunge il 97,2% della popolazione con la propria rete 4G e offre servizi in fibra in oltre 970 comuni italiani, per un totale di 12,4 milioni di famiglie e imprese.

Recentemente ha lanciato la prima offerta commerciale in fibra in Italia fino a 1 Gigabit al secondo a Milano, Bologna, Torino, Perugia, Bari, Cagliari, Catania e Venezia, grazie alla partnership con Enel Open Fiber per portare la fibra in 250 città. Ha inoltre portato la fibra a 1 Gigabit al secondo in otto distretti industriali in tutta Italia. Con un’offerta convergente che include connettività 4G e Fibra, soluzioni digitali, cloud e IoT, Vodafone è partener di innovazione per imprese e PA, e si è aggiudicata una parte dei contratti per i servizi di connettività dati della gara Consip SPC.

Nel 2014 Vodafone ha avviato il più vasto programma di Smart Working in Italia, con oltre 3.500 dipendenti che possono scegliere con maggiore autonomia spazi e strumenti di lavoro.


E' partner di

martedì, 23 maggio 2017

11:00
13:30

Innovazione tecnologica e sostenibilità dello sviluppo[sc.07]

Sala: Sala 10

La sostenibilità e l’equità di uno sviluppo che si traduca in maggiore benessere per i cittadini e le comunità locali non può prescindere da una parte da un incremento della produttività del lavoro che produca crescita e con essa occupazione, dall’altra dalla disponibilità e qualità dei servizi di base (mobilità, istruzione, mobilità) e di quelle condizioni di contesto (ambiente, cultura, ricchezza relazionale). L’innovazione tecnologica può essere fattore determinante per abilitare queste opportunità in un momento di crisi della finanza pubblica: essa permette infatti di creare valore e di fare di più con meno.  

mercoledì, 24 maggio 2017

09:30
11:30

Smart working per una nuova organizzazione del lavoro pubblico[co.21]

Sala: Sala 12

Ad oggi nel settore privato italiano gli smart workers – ossia quei lavoratori che godono di discrezionalità nella definizione delle modalità di lavoro in termini di luogo, orario e strumenti utilizzati - sono oltre 250 mila e sono cresciuti del 40% rispetto al 2013. Molto meno positivo è lo scenario all’interno della Pubblica Amministrazione nella quale, nonostante alcune positive esperienze, lo smart working è nei fatti assente.

Eppure lo stesso disegno di legge sul “lavoro agile”, inizialmente proposto dal Governo e poi ulteriormente ampliato e migliorato dalla Commissione Lavoro del Senato, fa esplicito riferimento alla possibilità di applicazione ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche.  La stessa riforma “Madia” della Pubblica Amministrazione all’art. 14, nel quadro della “Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle amministrazioni pubbliche”, chiede di adottare misure organizzative “per la sperimentazionedi nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa”. Una chiara volontà da parte del legislatore di spingere l’adozione di un’organizzazione del lavoro che coniughi anche nel pubblico impiego stabilità e tutela nei contratti, con una maggiore flessibilità e responsabilizzazione nella gestione del rapporto di lavoro. Quali allora gli ostacoli al cambiamento?

Fondamentale in questo scenario il ruolo dell’offerta. C’è bisogno di strumenti semplici, efficaci e sicuri che abilitino forme avanzate di collaborazione a distanza e in mobilità.  Di conseguenza è fondamentale il confronto tra i player di mercato e le amministrazioni per raccogliere le esigenze e sviluppare le soluzioni più appropriate, in un contesto in cui le tecnologie e i modelli collaborativi stanno letteralmente esplodendo.

LE ISCRIZIONI SONO CHIUSE PERCHE' E' STATO SUPERATO IL NUMERO MASSIMO DI ISCRIZIONI CONSENTITO DALLA SALA

giovedì, 25 maggio 2017

09:30
11:30

Data driven decision: usare i dati per governare i fenomeni (Tavolo di lavoro Executive)[co.17_executive]

Sala: Sala 9

Il buon governo deve avere la capacità di prendere decisioni sulla base dell’esatta conoscenza di quello che avviene nel territorio stesso. È ciò che viene chiamato data driven decision o anche Data driven economy ed è la conseguenza virtuosa di un processo in grado di trasformare i dati grezzi in informazioni, queste in conoscenza su cui prendere, infine, decisioni.

Ma la PA è pronta a trasformare l’enorme mole di informazioni a sua disposizione in buon governo? Le potenzialità sono enormi: si va dall’analisi dei bisogni, per offrire servizi migliori ai cittadini, ad una maggiore razionalizzazione della spesa pubblica. Alle fonti istituzionali si sono aggiunte anche le informazioni che provengono dai diversi device che popolano le città (l’Internet delle cose), dalle segnalazioni dei cittadini o dal funzionamento stesso della macchina amministrativa (ad esempio dai processi di fatturazione elettronica).

 

giovedì, 25 maggio 2017

11:45
13:30

Data driven decision: usare i dati per governare i fenomeni[co.17]

Sala: Sala 9

Il buon governo deve avere la capacità di prendere decisioni sulla base dell’esatta conoscenza di quello che avviene nel territorio stesso. È ciò che viene chiamato data driven decision o anche Data driven economy ed è la conseguenza virtuosa di un processo in grado di trasformare i dati grezzi in informazioni, queste in conoscenza su cui prendere, infine, decisioni.

Ma la PA è pronta a trasformare l’enorme mole di informazioni a sua disposizione in buon governo? Le potenzialità sono enormi: si va dall’analisi dei bisogni, per offrire servizi migliori ai cittadini, ad una maggiore razionalizzazione della spesa pubblica. Alle fonti istituzionali si sono aggiunte anche le informazioni che provengono dai diversi device che popolano le città (l’Internet delle cose), dalle segnalazioni dei cittadini o dal funzionamento stesso della macchina amministrativa (ad esempio dai processi di fatturazione elettronica).

Tra i 17 Sustainable Development Goals - strettamente correlati l'uno con l'altro - il focus, in questo evento, sarà sull'obiettivo 9 "Innovazione e infrastrutture".

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