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ANPR, è tempo di correre: finalmente Bagnacavallo non è più solo [ co.113 ]

Sala: Sala 2

In questa presentazione si parlerà di ANPR, l’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente. Si parlerà dello stato attuale del progetto e dei meccanismi creati per riattivare un progetto che non progrediva da troppo tempo: l’aumento e la ripresa dei subentri, dei comuni migrati, prospettive future, alcuni dei problemi incontrati, e molti dei problemi risolti. Si parlerà della governance del progetto, e di alcuni cambiamenti introdotti dal Team per la Trasformazione Digitale, nonché di alcuni argomenti tecnici legati al progetto.

Programma dei lavori

Intervengono

Calvaresi
Mirko Calvaresi al convegno " ANPR, è tempo di correre: finalmente Bagnacavallo non è più solo" - FORUM PA 2017
Mirko Calvaresi Team per la trasformazione digitale - Presidenza del Consiglio dei Ministri Biografia Vedi atti

Sono appassionato di WEB dal 1996, quando ho realizzato il mio primo sito web sulle comunità virtuali descritte da Howard Rheingold, ma penso che la definizione migliore delle tecnologie che amo l’abbia data Italo Calvino in “Lezioni Americane” parlando di letteratura:

LeggerezzaRapiditàEsattezzaVisibilitàMolteplicitàCoerenza

L’opportunità di unirmi a questo straordinario team è arrivata mentre lavoravo a Zurigo per una multinazionale americana, Epam, con il ruolo di Lead Developer e Solution Architect, da cui mi sono dimesso per partecipare a questo progetto.

Ho iniziato nel 2000 in una società del gruppo Enel con la progettazione di corsi e-learning , per poi approdare al web, con un focus sulle tecnologie per la ricerca, l’integrazione dei dati e le interfacce universali. Sono laureato in Media e Comunicazione all’Università La Sapienza (1995-2000) e in Ingegneria Informatica presso l’Università Tor Vergata di Roma (2009-2013).

Ho avuto la mia prima esperienza internazionale nel 2007 quando ho lavorato per Tom Tom, occupandomi del backend per il download delle mappe, e quella è stata l’occasione per firmare l’Agile Manifesto.

Ho lavorato in Svizzera, Olanda, Inghilterra, Italia e ho coordinato e diretto team di sviluppatori sia in Italia che all’estero, formato e accompagnato il percorso di sviluppatori junior, gestendo team dislocati su sedi geografiche diverse.

Le mie specialità sono lo sviluppo e le architetture di componenti open source su piattaforma Java, Linux ed i miei interessi attuali riguardano la sicurezza e la privacy dei dati nelle applicazioni distribuite.

Parlo italiano, inglese, tedesco.

Mi sono incuriosito al progetto per lo stile semplice ed essenziale della sua presentazione e ho mandato il mio curriculum sintetico in inglese. Ho ricevuto la chiamata del team dopo alcune settimane, ma quello che mi ha convinto è stato il processo di selezione a cui sono stato sottoposto (compresa la prova di codice) e la trasparenza e le qualità umane che ho riscontrato nell’incontro con Diego.

Le mie passioni sono mia moglie Barbara e i miei figli Leonardo e Vittoria, che ogni giorno mi riportano per mano sulla terra alle cose che veramente contano.

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Contavalli
Carlo Contacavalli al convegno " ANPR, è tempo di correre: finalmente Bagnacavallo non è più solo" - FORUM PA 2017
Carlo Contavalli Software Architect - Team per la trasformazione digitale Biografia Vedi atti

La mia è una storia simile a quella di molti altri ragazzi appassionati di informatica e di programmazione. Ho iniziato ancora bambino, prima con un vecchio MSX, poi il DOS, e infine scoprendo GNU/Linux e il Software Libero.

Ho fatto le prime esperienze significative durante le scuole superiori: finalista alle nazionali delle Olimpiadi Internazionali di Informatica, stagista presso il Network Management Center di Fastweb, sistemista e programmatore part-time per un piccolo ISP di Milano, autore di articoli per “Dev” e “Computer Programming” nonché di alcuni tutorial online, autore di patch per vari progetti open source e sviluppatore Debian.

Poi mi sono iscritto al Politecnico di Milano per diventare Ingegnere Informatico, ma sempre continuando a dare priorità al lavoro, a ciò che più mi divertiva. Ho iniziato a collaborare con diverse aziende realizzando svariati progetti: dalle interfacce web ai sistemi di posta elettronica, dall’analisi di sicurezza ai seminari tecnici. Mentre nel tempo libero, ero attivo nella comunità del Software Libero, aiutando a organizzare eventi e partecipando a iniziative nazionali e internazionali.

È al FOSDEM, “Free and Open Source Developers’ European Meeting”, una conferenza organizzata ogni anno in Belgio, che sono entrato in contatto con alcuni dipendenti di Google. Passati i colloqui, sono partito per l’Irlanda per una nuova avventura.

Pensavo che l’esperienza non sarebbe durata più di 6 mesi, che mi sarebbe mancata la mia libertà e invece sono passati più di dieci anni e ancora lavoro per Google (anzi, più correttamente, “lavoravo”, avendo preso aspettativa per entrare in questo team). Da 6 anni abito in California dove ho comprato la mia prima casa, la prima macchina e dove abito con Francesca, mia moglie, e due piccoli piccoli esseri umani.

Ho iniziato come Site Reliability Engineer, nel gruppo responsabile del funzionamento di alcuni dei più importanti componenti dell’infrastruttura, mentre oggi il mio ruolo è quello di Senior Staff Software Engineer e Team Leader. Anche se continuo a occuparmi di scrivere codice, la maggior parte del mio tempo lo dedico a cercare di migliorare vari componenti della nostra architettura, coordinando il lavoro del nostro team e dei team con cui lavoriamo e dando una direzione ai progetti che più mi appassionano.

Il mio lavoro mi ha insegnato molto. Ho capito come consegnare un prodotto funzionante in fretta e sotto pressione, con pochi margini di errore e preoccupandomi solo dell’indispensabile. Ho imparato a portare a termine progetti complessi, creati e gestiti da diversi team. Ho imparato come si costruiscono sistemi in grado di gestire milioni di richieste al secondo e terabit al secondo di traffico, come trovare strategie per migliorarli costantemente e mantenerli funzionanti, nonostante possibili eventi inattesi o guasti. Ho imparato a determinare il successo e la qualità di un progetto attraverso i numeri: metriche ben definite, grafici, esperimenti e confronti. E a usare questi numeri per decidere che cosa fare per il futuro, dove spendere risorse e come risparmiarle.

Quando mi sono spostato a Mountain View, nel cuore della Silicon Valley, mi sono dedicato allo sviluppo software a tempo pieno, sempre nel campo del networking e della scalabilità.

Una piccola parte del nostro lavoro è stata presentata nel 2016 ad NSDI, USENIX, una delle maggiori conferenze del settore, che ha accettato di pubblicare un articolo della nostra squadra. Sono assegnatario (“inventore”) di alcuni brevetti correlati alle tecnologie che utilizziamo. Sono uno degli autori originali di RFC 7871, un’estensione del DNS che è stata adottata dai maggiori attori nell’industria - da Akamai a Facebook - e discussa in diversi articoli accademici e di settore.

Quando ho letto del Team Digitale, ho pensato che fosse un’occasione incredibile per mettere a frutto le competenze che ho acquisito negli anni per un progetto che ritengo sia di grande importanza per il mio Paese.

Mandato il curriculum, incontrato Diego e conosciute le persone incredibili che è riuscito a mettere insieme, mi sono convinto che difficilmente ci sarebbe stata un’occasione migliore o una squadra migliore per portare cambiamento. Ho quindi preso aspettativa dal mio lavoro e accettato di trasferirmi per qualche tempo a Roma con tutta la famiglia (e chissà che anche i piccolini non migliorino il loro italiano e che in futuro evitino frasi come “I’m gratting my gambe”).

 

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