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Foto di Jean-Pierre Dalbéra rilasciata in cc https://flic.kr/p/oJQqKb

Agenda sviluppo e turismo sostenibile 2030 a FORUM PA 2017: dai contesti abilitanti alle occupazioni imprenditive misurabili

di Cinzia De Marzo*, Monia Franceschini**, Roberta Pistagni***.

Il turismo sostenibile non è una possibile opzione, ma la scelta strategica di intervento integrato perché realizza un’idea di sviluppo del nostro Paese fortemente connessa alla sua identità e alle sue potenzialità naturali, ancora non del tutto capitalizzate.

Obiettivo del convegno “Le politiche per il turismo sostenibile nell’agenda 2030”, promosso da FPA all’interno della Manifestazione FORUM PA 2017, è quello di far riflettere circa l’esigenza di una maggiore responsabilizzazione politica/istituzionale che dovrebbe creare le condizioni per un’assunzione chiara di impegni e investimenti economici, di risorse/capitale umano adeguate a svolgere tali funzioni. Occorrono politiche orientate al risultato, che attivino il coinvolgimento di reti territoriali di innovazione sociale, e reattive di occupazione ‘dotata di senso’.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2017 l’anno internazionale del turismo sostenibile (International Year of Sustainable Tourism for Development – IYSTD), con l’obiettivo, tra gli altri, di promuovere la crescita economica inclusiva e sostenibile, l’inclusività sociale, i valori culturali, la diversità, il patrimonio culturale e garantire la riduzione della disoccupazione.

Pertanto, con riferimento allo scenario internazionale, il convegno si focalizzerà in particolare sui ‘Goals’ per lo sviluppo sostenibile e il turismo dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite, ovvero il Goal 4 (assicurare un’educazione inclusiva e paritetica e promuovere l’apprendimento per tutto l’arco della vita e opportunità per tutti); il Goal 8 (promuovere una crescita economica sostenuta, inclusiva e sostenibile, con un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti); il Goal 11 (rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili); il Goal 12 (garantire modelli di consumo e produzione sostenibili).

Ma quando e come il turismo è sostenibile?

  • Quando crea un contesto abilitante, che consenta di valorizzare il potenziale del territorio, stimolando il senso di identità della popolazione e permettendo ad essa di mettere le proprie competenze a disposizione della valorizzazione dei territori.
  • Quando consente di ottimizzare l’uso delle risorse naturali, di preservare l’ecosistema e di aiutare a conservare il patrimonio naturale e la biodiversità e contribuisce al rispetto dell’autenticità socio-culturale e delle comunità ospitanti, tutelando il patrimonio storico-artistico e rispettando i valori della tradizione locale, della tolleranza e dell’integrazione interculturale.
  • Quando assicura interventi economici concreti e nel lungo termine, fornendo benefici socio-economici agli stakeholders e garantendo livelli occupazionali stabili e dignitosi per le comunità ospitanti.
  • Quando incorpora la cultura del monitoraggio e della valutazione come dispositivo di feedback e miglioramento per orientare le decisioni politiche sul territorio, facendo percepire il senso del lavoro che si sta facendo a chi lo realizza e a chi ne fruisce.

Quindi per turismo sostenibile si intende la disamina dello stato dell’arte sulle diverse interpretazioni delle grandi sfide dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite, che richiede una ferma impostazione metodologica. Ri-pensare una comunità sostenibile e turisticamente inclusiva, in una rete replicabile più vasta, significa innestare prima i giusti strumenti di motivazione, partecipazione e misurazione della soddisfazione dei clienti interni, in un quadro di regole chiare e appetibili. In poche parole, abilitare il contesto dall’accoglienza interna dei processi a quella esterna, nel binomio identità uomo/territorio.

A livello europeo si porrà l’accento sulla metodologia di gestione del sistema europeo degli indicatori del turismo (European Tourism Indicators System – ETIS), lanciato dalla Commissione europea nel 2013 per la misurazione delle performance di turismo sostenibile, a livello di posizionamento della destinazione, e degli impatti economici, sociali, culturali e ambientali.

Per assicurare il successo dell’implementazione e del coinvolgimento degli attori ‘chiave’ nella filiera del turismo, nell’ottica di sistematizzare le informazioni (creando una banca dati dinamica e aggiornata), di fare autovalutazione e benchmarking con altre destinazioni a livello sovracomunale, macro regionale ed internazionale, si porrà l’accento anche sul ruolo fondamentale del local destination manager/destination manager organisation-DMO. A tal uopo saranno invitate come testimonial alcune destinazioni italiane, come Abano Terme, che si sono distinte a livello europeo per le proprie performances di sostenibilità del turismo, ottenendo un premio dalla Commissione europea.

E ancora ci saranno altri esempi concreti di applicazione del sistema ETIS sia da parte del network delle Grandi Destinazioni Italiane per un Turismo Sostenibile – GDITS – con le testimonianze dirette dei Comuni coinvolti durante la sperimentazione a livello europeo, che dell’itinerario culturale transnazionale NikolaosRoute-la Via Nicolaiana (in fase di start up), da intendersi come uno strumento di economia sostenibile ed EcoTourism Community Transnazionale.

Chiuderemo con spunti di riflessione su quando il protagonismo dello storytelling impatta sulla governance etica di rete e sugli obiettivi di risultato condivisi. In tal senso, esamineremo la diagonalizzazione delle competenze come adattamento dinamico agli scenari trasversali e di rapida evoluzione in agenda 2030.

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*Cinzia De Marzo, EU consulente giuridico ed esperta in turismo sostenibile ed indicatori. Già esperto nazionale distaccato in Commissione Europea- DG GROW- Unità turismo (maggio 2012 – aprile 2016).
**Monia Franceschini, formatrice, tutor, progettista. Dipartimento Turismo, Formazione e Lavoro Roma Capitale. Ideatrice del progetto di Itinerario “NikolaosRoute-La Via Nicolaiana® European Route Nicholas of Myra”
***Roberta Pistagni, ricercatrice INAPP (ex ISFOL) – ideatrice modello Porta Mediterraneo, coach e facilitatrice.