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Programma congressuale - in continuo aggiornamento

martedì, 23 maggio mattina

09:30
11:30

La casa del cittadino: un progetto di sistema per la PA centrale e locale[co.11]

Sala: Sala 6

Secondo i dati del DESI - l’Indice dell’Economia e della Società Digitale della Commissione Europea - l'Italia si avvicina complessivamente alla media europea per la disponibilità di servizi pubblici digitali, mantenendo tuttavia livelli ancora molto bassi rispetto al loro effettivo utilizzo da parte di cittadini e imprese.

Un quadro dovuto principalmente alla scarsa maturità dei servizi online offerti dalla PA italiana, troppo spesso non pensati nell’ottica dell’user experience, ma frutto della semplice trasposizione in digitale di servizi concepiti ed erogati in modalità analogica.

La prima sfida da compiere perché si realizzi una vera cittadinanza digitale è quindi quella di semplificare e migliorare i servizi on line che le pubbliche amministrazioni mettono a disposizione dei cittadini, partendo da una profonda analisi dei reali bisogni dell’utenza. Un principio affermato anche dalle nuove linee guida AgID, secondo cui il cittadino deve essere posto al centro della progettazione di un servizio e coinvolto in tutte le fasi dello sviluppo. Ma per fare questo è necessario che le PA facciano un passo indietro, ripensando i propri processi organizzativi e innovando i procedimenti di pari passo all’ingresso del digitale.

Il convegno rappresenterà un'occasione di confronto sulle principali leve necessarie ad abilitare lo sviluppo di servizi digitali "by design", e in particolare:

  • la centralità delle architetture di delivery dei servizi e dei touch point per cittadini e imprese;
  • lo sviluppo di nuovi modelli per la governance dei dati sui quali costruire servizi e processi interamente digitali e in grado di abilitare un nuovo rapporto tra privati e PA improntato ai principi di una moderna API economy;
  • il riuso delle soluzioni già adottate da altri enti, attraverso un intelligente e pervasivo trasferimento delle buone pratiche tra pubbliche amministrazioni, anche nell’ottica di una ri-omogeneizzazione e delle soluzioni afferenti agli stessi filoni amministrativi.

09:30
11:30

Sharing economy, economia circolare e sviluppo delle comunità[co.02]

Sala: Sala 11

Solo due anni fa la sharing economy e la pubblica amministrazione non sembravano avere molto da dirsi, se non per l'enunciazione di principi riconducibili all'art. 118 della nostra Costituzione, da un lato e per la gestione delle prime “emergenze da uberizzazione" dei servizi, dall'altro. Con lo sviluppo ulteriore delle piattaforme collaborative e con il conseguente aumento di offerta e soluzioni, sono senza dubbio esplose le "emergenze", ma al tempo stesso sono emerse con più evidenza le opportunità. La realtà è che la pubblica amministrazione vive un momento di trasformazione obbligata, prima ancora che dalla norma, dalla realtà socio-economica alla quale si riferisce.

Il convegno, che sarà organizzato come un talkshow, si propone di mettere in luce le opportunità per una PA collaborativa, ma anche le necessarie cautele e il difficile compito di mediatore tra diritti diversi che devono trovare un terreno ci conciliazione nella nuova visione di città come piattaforma. 

10:15
11:15

Se la PA cambia, cambia il Paese.[co.01]

Sala: Sala 3

In un’intervista a tutto campo il Ministro della PA e della semplificazione, Marianna Madia, presenterà il quadro completo della riforma.

11:15
13:30

Innovazione tecnologica e sostenibilità dello sviluppo[sc.07]

Sala: Sala 3

La sostenibilità e l’equità di uno sviluppo che si traduca in maggiore benessere per i cittadini e le comunità locali non può prescindere da una parte da un incremento della produttività del lavoro che produca crescita e con essa occupazione, dall’altra dalla disponibilità e qualità dei servizi di base (mobilità, istruzione, mobilità) e di quelle condizioni di contesto (ambiente, cultura, ricchezza relazionale). L’innovazione tecnologica può essere fattore determinante per abilitare queste opportunità in un momento di crisi della finanza pubblica: essa permette infatti di creare valore e di fare di più con meno.  

11:45
13:30

Scuola, cittadinanza e creatività digitale: prospettive di sviluppo[co.16]

Sala: Sala 2

Con un Avviso quadro che ne definisce la strategia, il Miur anticipa il piano di 10 azioni (ed altrettanti avvisi su temi specifici) che da qui a due mesi stanzierà 830 milioni di euro del PON Scuola per un sistema scolastico più aperto, inclusivo e innovativo; come definito dagli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Di questi, 80 milioni sono riservati alla cittadinanza e creatività digitale ovvero alla formazione di studentesse e studenti ad un uso consapevole della Rete nonché ad attivare percorsi per valorizzare la creatività digitale e sostenere lo sviluppo del pensiero logico e computazionale.

Cosa ancora più importante si individua un metodo di lavoro che mette al centro l’accompagnamento delle scuole nella progettazione (attraverso seminari web, kit con tutorial e incontri sul territorio) e favorisce la partecipazione di tutte le componenti: studenti, famiglie e territori. Saranno infatti attivati canali di consultazione on line e off line per raccogliere buone pratiche, modelli e contributi utili per gli Avvisi specifici.

Il convegno si propone come momento di confronto tra i rappresentanti del mondo scolastico e le istituzioni per individuare le opportunità, ma anche le azioni e soluzioni più efficaci per favorire l’inclusione e il riequilibrio territoriale, attraverso nuove competenze.

11:45
13:30

La valutazione delle performance della P.A. al tempo delle riforme[co.04]

Sala: Sala 5

La valutazione delle performance della p.a. dopo sette anni dal D.lg. n. 150/2009 è in attesa di avere una nuova dimensione attuativa con la riforma in atto (L. n.124/15). Il ciclo delle performance e la connessa valutazione funzionano se concepiti come una politica, e cioè come una serie di interventi intenzionali (processi, strumenti) per trattare problemi. Le politiche degli ultimi anni sembrano mettere in discussione positivamente gli strumenti utilizzati per valutare il funzionamento della cosa pubblica.

Si tratta di riposizionare questi ultimi alla luce dei problemi reali, posti dall’attuale crisi politica e sociale. I nuovi strumenti che sono in corso di attivazione con la nuova riforma per essere efficaci devono essere inquadrati in una triplice direttiva: della crescita, della democrazia e della legalità trasparente. “Etica” ed “efficienza” devono andare di pari passo per il rinnovamento del sistema pubblico italiano.

Valutare le performance, organizzativa ed individuale, nella prospettiva futura della nuova riforma, non significa certo semplice osservanza di procedure, ma capacità etica di produrre cambiamento in avanti. Il miglioramento della produttività della p.a., che si auspica di ottenere per il Paese, sarà veramente strumento per la crescita solo se condotto in modo democratico, in sussidiarietà orizzontale, mobilitando le risorse degli amministratori, dei cittadini e delle imprese.

martedì, 23 maggio pomeriggio

15:00
18:00

La qualità dello sviluppo: inclusione e lotta alle disuguaglianze[sc.02]

Sala: Sala 6

La crisi economica in atto ha acuito la crescita delle disuguaglianze sociali con impatti evidenti sulla coesione sociale e, in ultima istanza, sulla qualità della vita della popolazione.

In tale contesto le amministrazioni pubbliche, in primis quelle locali, sono impegnate in azioni di social innovation tese a ridurre le crescenti disuguaglianze sociali, potenziare la componente innovativa delle politiche per l’integrazione e l'inclusione e riequilibrare il rapporto tra fasce attive e inattive della popolazione. L’allargamento degli orizzonti dello stato sociale impone inoltre la necessità di un welfare territoriale che coinvolga anche la società civile nelle sue diverse forme e che comprenda la promozione della coesione, la riduzione delle disuguaglianze sociali e l’accesso ai diritti fondamentali.

15:00
18:00

Il lavoro del futuro, il futuro del lavoro.[sc.03]

Sala: Sala 3

La crescita economica ha comportato per secoli l’incremento dell’occupazione e maggiori opportunità di un lavoro stabile. Questo binomio in questi anni si sta spezzando e sempre più spesso vediamo segni di ripresa che non coinvolgono però il lavoro, anzi, a volte lo riducono ulteriormente. Anche lo sviluppo tecnologico è stato visto sino ad ora come crescita di opportunità, ma anche in questo caso il futuro disegna incertezze e paure. Robotica, Intelligenza artificiale, Industria 4.0 vorranno dire minori opportunità di occupazione o solo occupazione diversa e più qualificata? E in questo caso sarà per tutti o le disparità aumenteranno e una fascia sempre più consistente di popolazione si troverà ai margini?

L’amministrazione pubblica è un attore fondamentale, anche se non unico, delle politiche attive del lavoro, ma ancora prima delle misure per favorire l’occupazione è necessario che si interroghi su quale sarà il futuro del lavoro nella società dei dati e dell’informazione.

Questo evento di “scenario” si propone di investigare il tema da tre punti di vista: quello della sostenibilità sociale ed economica di uno sviluppo slegato dall’occupazione; quello della partecipazione dei cittadini e delle forze sociali per disegnare uno sviluppo equo ed inclusivo; quello delle tecnologie che sono insieme fonte di speranza e d’inquietudine.

15:00
18:00

Developers Italia: una nuova comunità di sviluppatori dei servizi pubblici digitali[co.66]

Sala: Sala 11

Developers Italia, creata in collaborazione tra AgID e il Team per la Trasformazione Digitale, è la community italiana di sviluppatori di servizi pubblici, una piattaforma tecnologica dove ospitare tutti i principali progetti tecnologici di Paese che prevede:

  • uno spazio su GitHub per ospitare il codice sorgente e librerie open-source pronte all’uso e all’integrazione;
  • un’area basata su ReadTheDocs per riscrivere la documentazione finalmente in formato moderno, pensata e scritta per la fruizione da tecnico a tecnico;
  • una newsletter e uno spazio per le news, per essere avvertiti quando esce una nuova versione (invece che doverlo scoprire per sbaglio, magari a progetto finito…);
  • un forum aperto basato su Discourse, dove poter liberamente discutere con colleghi in tutta Italia.

La community avvierà anche gare pubbliche per piccole commesse di sviluppo software dedicate alle aziende italiane di tecnologia, anche startup, che vogliono aiutarci.

15:00
18:00

Sistemi di pagamento (più) innovativi e (più) sostenibili[co.13]

Sala: Sala 5

Entro il 16 settembre 2017 il Governo è tenuto a recepire tramite decreto legislativo la direttiva UE 2015/2366 del 25 novembre 2015, meglio conosciuta come PSD2. La Direttiva ha l'obiettivo di creare un mercato unico ed integrato dei servizi di pagamento, uniformando le regole per gli istituti bancari e per i nuovi PSP sorti con l'avvento del digitale. La PSD2 permetterà quindi di abilitare nuovi servizi di pagamento quali ad esempio: Instant Payments e Payment Initiation. I primi comprendono i servizi di pagamento P2P nella declinazione relazionale P2G, ossia pagamenti verso la PA, sfruttando la medesima tecnologia che sottende ai pagamenti P2P. I secondi possono rappresentare un’alternativa ai pagamenti con carte e, al tempo stesso, più sostenibili laddove il modello economico prevede già una condivisione dei costi tra beneficiario (la PA) e il pagatore (il cittadino).

Il convegno intende informare e sensibilizzare circa le novità e le opportunità che il recepimento PSD2 porterà nello scenario italiano.

15:00
18:00

Un nuovo modello di procurement pubblico[co.09]

Sala: Sala 7

Gli acquisti della PA italiana valgono 130 miliardi di euro, pari all’8,4% del PIL. Una cifra importante a fronte della quale è fondamentale intervenire per eliminare o quanto meno ridurre quei fenomeni di frammentazione e mancata organizzazione, che in passato hanno minato l’efficienza della PA ed hanno costituito un humus ideale per nascondere fenomeni più o meno espliciti di clientelismo o corruzione.

Il digitale può fare tantissimo per trasformare i processi di procurement pubblico in ogni loro fase rendendoli più veloci, efficienti e trasparenti. Ma la relazione tra procurement e digitalizzazione è ben più complessa: oltre ad essere leva di trasformazione del procurement, il digitale è esso stesso oggetto di procurement pubblico. Gli acquisti di tecnologie digitali per la PA valgono oggi 5,6 miliardi di euro una cifra che di per sé vale poco più del 4% totale degli acquisti, ma la cui efficacia è essenziale per abilitare quella modernizzazione di cui la nostra PA ha profondamente bisogno per garantire la sua qualità e sostenibilità.

In questo convegno si parlerà anche del  Piano triennale per l’informatica nella PA: di prossima introduzione e a regime dal 2017, definirà una roadmap di investimenti da realizzare, obiettivi di spesa da raggiungere e indicazioni per riqualificare, in investimenti a valore aggiunto, il taglio delle spese correnti in tecnologie digitali.

16:30
18:00

La gestione documentale nella PA[co.10]

Sala: Sala 2

Il manuale di gestione documentale delle amministrazioni pubbliche deve accompagnare il processo di trasformazione dell’amministrazione e del suo modo di gestire la produzione documentaria nel corso degli anni, costituendo allo stesso tempo uno strumento che descrive il sistema di gestione dell’Ente e una guida di supporto al personale e ai cittadini. Una rivisitazione dei manuali di gestione adottati ai sensi delle regole tecniche sul protocollo (DPCM 31 ottobre 2000, articolo 5) è necessaria in ragione della nuova regolamentazione che nel dicembre 2013 (DPCM 3 dicembre 2013, articoli 3 e 5) ha introdotto alcune modifiche sostanziali nei sistemi di formazione, gestione e conservazione dei documenti. Inoltre l’approvazione del provvedimento sul documento informatico (DPCM 13 novembre 2014) ha ormai creato le condizioni per una dimensione integralmente digitale dell’archivio corrente.

Il convegno si soffermerà in particolare sugli aspetti che richiedono una specifica integrazione quali: formati, indicazione dei metadati, fascicoli informatici. Si porteranno inoltre all’attenzione del pubblico best practice ed esperienze guida per la gestione documentale.

 

 

mercoledì, 24 maggio mattina

09:30
11:30

Strumenti, tempi e organizzazione della comunicazione pubblica al tempo dei social[co.22]

Sala: Sala 10

Una rivoluzione quella in corso nel mondo della pubblica amministrazione italiana e nel rapporto tra enti, aziende pubbliche e cittadini. Una rivoluzione portata dal web e dai social network e dal radicale cambiamento che sta vivendo la figura del comunicatore pubblico. Facebook, Instagram, Twitter, You Tube, Snapchat, WhatsApp, Telegram, Facebook Messenger, Linkedin sono oggi al centro della nostra vita quotidiana e lo stanno diventando anche per il settore pubblico attraverso il lavoro di nuove figure professionali, a nuovi servizi e linguaggi, ad un percorso d'innovazione. Stare dove stanno i cittadini, informarli dove preferiscono, essere punto di riferimento sui principali social network, questo è l’obiettivo da raggiungere per una PA davvero a portata di smartphone. Da qui è nato da più di un anno il gruppo di lavoro #pasocial, formato da comunicatori e giornalisti del Governo, con l’obiettivo di sviluppare la nuova comunicazione pubblica, sia a livello centrale che sui territori.

A FORUM PA 2017 faremo il punto della situazione, su quanto fatto e su quanto c'è da fare in futuro. La #pasocial cresce, ma ha ancora molte sfide da affrontare.

09:30
11:45

Smart working per una nuova organizzazione del lavoro pubblico[co.21]

Sala: Sala 7

Ad oggi nel settore privato italiano gli smart workers – ossia quei lavoratori che godono di discrezionalità nella definizione delle modalità di lavoro in termini di luogo, orario e strumenti utilizzati - sono oltre 250 mila e sono cresciuti del 40% rispetto al 2013. Molto meno positivo è lo scenario all’interno della Pubblica Amministrazione nella quale, nonostante alcune positive esperienze, lo smart working è nei fatti assente.

Eppure lo stesso disegno di legge sul “lavoro agile”, inizialmente proposto dal Governo e poi ulteriormente ampliato e migliorato dalla Commissione Lavoro del Senato, fa esplicito riferimento alla possibilità di applicazione ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche.  La stessa riforma “Madia” della Pubblica Amministrazione all’art. 14, nel quadro della “Promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nelle amministrazioni pubbliche”, chiede di adottare misure organizzative “per la sperimentazionedi nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa”. Una chiara volontà da parte del legislatore di spingere l’adozione di un’organizzazione del lavoro che coniughi anche nel pubblico impiego stabilità e tutela nei contratti, con una maggiore flessibilità e responsabilizzazione nella gestione del rapporto di lavoro. Quali allora gli ostacoli al cambiamento?

Fondamentale in questo scenario il ruolo dell’offerta. C’è bisogno di strumenti semplici, efficaci e sicuri che abilitino forme avanzate di collaborazione a distanza e in mobilità.  Di conseguenza è fondamentale il confronto tra i player di mercato e le amministrazioni per raccogliere le esigenze e sviluppare le soluzioni più appropriate, in un contesto in cui le tecnologie e i modelli collaborativi stanno letteralmente esplodendo.

09:30
11:30

Digitalizzazione della PA, change management e nuovi modelli organizzativi[co.19]

Sala: Sala 6

Il processo di digital transformation della PA non può prescindere da una forte sinergia tra componente tecnologica e componente organizzativa. Una necessità ribadita anche dal nuovo art. 17 del CAD, che ridefinisce le funzioni dell’ufficio responsabile della transizione alla modalità operativa digitale, ponendo particolare attenzione ai conseguenti processi di riorganizzazione. La digitalizzazione della PA non è infatti un processo esclusivamente tecnologico, ma costituisce piuttosto un complesso e articolato percorso di cambiamento, in cui l’ammodernamento delle tecnologie informatiche deve essere accompagnato da un ripensamento complessivo dei modelli organizzativi e dei processi interni in chiave digitale.

Un’impostazione ancora minoritaria nel panorama della PA italiana, se è vero che molti enti hanno avviato la transizione al digitale senza procedere a una ridefinizione a monte dei processi e delle mansioni all’interno dei diversi uffici.

Occorre quindi che le amministrazioni italiane adottino assetti organizzativi orientati al cambiamento, definendo in modo chiaro funzioni e compiti delle strutture responsabili dell’innovazione, individuando professionalità e competenze necessarie a gestire il processo di digitalizzazione e accompagnando quest’ultimo con un profondo ripensamento organizzativo.

Il convegno ha l’obiettivo di riflettere sui possibili modelli di governance dell’innovazione sia in termini organizzativi che tecnologici, partendo dall’esperienza di alcuni enti che hanno già operato in questo senso. 

09:30
11:30

Sanità digitale: la sfida delle cronicità.[co.08]

Sala: Sala 5

La gestione delle malattie croniche rappresenta la principale sfida per il nostro Sistema Sanitario Nazionale nel medio-lungo periodo. Non potrebbe essere altrimenti, in un Paese con le aspettative di vita tra le più alte al mondo (83,2 anni rispetto alla media europea di circa 81), ma al tempo stesso con uno dei più bassi livelli per prospettive di invecchiamento in buona salute.

Uno scenario destinato a complicarsi ulteriormente alla luce delle previsioni sull’andamento demografico (nel 2045 la quota degli over65 è destinata a raggiungere il 32,5%, rispetto all’attuale 22%), che fanno presagire un aumento sostanziale dell’incidenza delle cronicità sulla domanda complessiva di servizi sanitari.

Una sfida enorme, che il nostro sistema non potrà reggere se non a fronte di una complessiva riorganizzazione della rete assistenziale, che sposti progressivamente le cure dall’ospedale al territorio, facendo pienamente leva sulle potenzialità delle nuove tecnologie digitali.

Proprio per questo motivo, il Piano nazionale delle Cronicità riconosce un ruolo essenziale al supporto che il digitale può portare al territorio, al contesto socio-sanitario e alla continuità assistenziale, importanza ribadita dal Patto per la Sanità digitale, che evidenzia come le tecnologie digitali devono rappresentare un fattore abilitante per una diversa interazione tra gli operatori del sistema, abilitando la realizzazione di modelli assistenziali e organizzativi rispondenti alle nuove necessità.

Promuovere il ruolo delle tecnologie informatiche per lo sviluppo, l’utilizzo e il monitoraggio dei PDTA presso ASL e AO, mettendo in comunicazione i diversi attori e professionisti coinvolti nel percorso (medici di medicina generale, strutture che erogano servizi socio-sanitari residenziali e/o domiciliari, ecc.); diffondere l’erogazione delle prestazioni sanitarie e socio-sanitarie in Telemedicina; sviluppare piattaforme di servizi per i cittadini, a partire da Fascicolo Sanitario Elettronico: sono alcuni dei principali pilastri su cui agire per garantire un’efficace gestione in chiave digitale delle cronicità.

10:00
13:30

Agenda 2030: una sfida per il paese, una sfida per la PA[sc.01]

Sala: Sala 3

L’approvazione da parte delle Nazioni Unite dell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile e dei relativi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs nell'acronimo inglese), da raggiungere entro il 2030, rappresenta un evento storico da più punti di vista. Infatti:

  • è stato espresso un chiaro giudizio sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale;
  • tutti i paesi sono chiamati a contribuire allo sforzo di portare il mondo su un sentiero sostenibile, senza più distinzione tra paesi sviluppati, emergenti e in via di sviluppo;
  • l’attuazione dell’Agenda richiede un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle università e centri di ricerca, agli operatori dell’informazione e della cultura.

Questo evento di scenario, che si svolgerà in collaborazione con AsvIS, si propone, attraverso l’intervento di relazioni di grande spessore in un formato che ricorda più un TED che un convegno classico, di investigare il ruolo che il settore pubblico ha in questo sforzo epocale.

11:45
13:30

PArtecipazione: modelli, processi e interventi nella PA italiana[co.33]

Sala: Sala 8

Il convegno mira a fare il punto sullo stato dell’arte dei processi partecipativi in Italia, analizzandone opportunità e criticità emerse nel corso delle sperimentazione e degli interventi portati avanti da diverse amministrazioni italiane.
Le risposte più interessanti, i modelli vincenti e i risultati più promettenti arrivano dai territori. Il convegno sarà pertanto un’occasione di confronto sui processi di partecipazione attivati in alcune realtà territoriali, per condividere le esperienze e individuare prospettive dei processi partecipativi.
 
L’evento si colloca nell’ambito del Progetto Integrato di Partecipazione e Comunicazione promosso dal Comune di Palermo e realizzato dal RTI FPA, NExt, Clac, Lattanzio Communication e Centro Studi Opera Don Calabria.

11:45
13:30

Prevenzione della corruzione tra semplificazione e nuovi modelli organizzativi[co.28]

Sala: Sala 10

La lotta alla corruzione è legata a doppio filo alla corretta organizzazione dell’ente pubblico. Per prevenire comportamenti opportunistici e di malamministrazione non è sufficiente affidarsi a meri obblighi ed adempimenti amministrativi ma è necessario ripensare l’assetto organizzativo dell’Amministrazione in termini di semplificazione e linearità dei processi a vantaggio non solo della legalità ma anche di una maggiore efficienza e qualità dei servizi per i cittadini.

Il “Piano Nazionale Anticorruzione 2016” approvato dall’ANAC va in questa direzione e segna il primo passo verso la semplificazione degli obblighi e delle attività unificando in un solo strumento il PTPC e il “Programma triennale della trasparenza e dell’integrità” e rafforzando il ruolo ed il Responsabile della prevenzione della corruzione (RPC).

Obiettivo del convegno è approfondire modelli organizzativi e strumenti volti a rafforzare la trasparenza dei processi, la chiarezza dei passaggi amministrativi ed i livelli di responsabilità. Nel corso del dibattito verrà presentata l’esperienza dell’Unione dei Comuni Valle del Savio e verrà studiato il modello gestionale di coordinamento unitario e sinergico tra tutti gli Enti associati adottato per le attività di prevenzione della corruzione ed in materia di trasparenza.

11:45
13:30

L'Internet of Things per costruire le città e le comunità intelligenti[co.18]

Sala: Sala 2

Quasi tutti gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sono caratterizzati da una forte dimensione urbana, fatto non sorprendente se si considera che entro i prossimi venti anni oltre il 60% della popolazione mondiale vivrà nelle città. In questo senso, la digital transformation delle comunità urbane può rivestire un ruolo abilitante rispetto alle sfide dell’Agenda 2030.

Una visione condivisa anche dall’Unione Europea che, con il Patto di Amsterdam, ha individuato nella transizione al digitale uno dei 12 principi guida della propria Agenda Urbana. L’adozione di modelli per un miglior uso dei dati e lo sviluppo di servizi per cittadini e imprese abilitati da tecnologie IoT possono contribuire, in maniera significativa, a molte dimensioni dello sviluppo urbano in virtù della loro naturale trasversalità applicativa: dalla mobilità ai sistemi di trasporto sostenibili, dallo smart metering all’illuminazione intelligente, dal miglioramento della qualità dell’aria alla gestione efficiente dei rifiuti.

L’ambiente urbano diventa quindi il luogo di elezione della sperimentazione e messa in produzione di sistemi M2M, fondati su reti di oggetti “smart” in grado di scambiarsi dati, informazioni e messaggi in modo autonomo, attivandosi e controllandosi a vicenda in modo indipendente.

Le pubbliche amministrazioni, attraverso i servizi afferenti al trasporto locale, alla mobilità e all’energia, possono quindi sfruttare le potenzialità di questo filone di innovazione per semplificare ed agevolare i rapporti con i cittadini e le imprese, contribuendo in modo significativo alla costruzione di città e comunità intelligenti

11:45
13:30

Priorità Cybersecurity[co.14]

Sala: Sala 4

Nel recente passato si è assistito ad una rapida evoluzione della minaccia cibernetica ed in particolare per quella incombente sulla pubblica amministrazione, che è divenuta un bersaglio specifico per alcune tipologie di attaccanti particolarmente pericolosi. Se da un lato la PA continua ad essere oggetto di attacchi dimostrativi, provenienti da soggetti spinti da motivazioni politiche ed ideologiche, sono divenuti importanti e pericolose le attività condotte da gruppi organizzati, non solo di stampo propriamente criminale. Nei fatti le misure preventive, destinate ad impedire il successo dell’attacco, devono essere affiancate da efficaci strumenti di rilevazione, in grado di abbreviare i tempi, oggi pericolosamente lunghi, che intercorrono dal momento in cui l’attacco primario è avvenuto e quello in cui le conseguenze vengono scoperte.

Nel 2017 ci aspettiamo attacchi ancora più sofisticati che faranno leva su dimensioni multiple: sicurezza fisica, tecniche sociali e comportamentali, codici malevoli di nuova generazione alimentati da intelligenza artificiale e quindi in grado di aggirare le più comuni contromisure. Aumenteranno gli attacchi invisibili: è evidente che molti attori di minaccia hanno l’obiettivo di continuare ad operare in modo invisibile, pertanto sarà sempre più complesso identificare per tempo queste tipologie di attacchi. Inoltre la rilevazione è resa più complessa dall’aumentare del numero di nodi, delle diversità di protocolli e trame di interconnessione, fenomeni accentuati dall’esplosione di Cloud, Internet of Things.

Come strutturare un partenariato tra pubbliche Amministrazioni ed Aziende private fornitrici di soluzioni e progetti di sicurezza informatica per la PA?

mercoledì, 24 maggio pomeriggio

15:00
18:00

La cooperazione internazionale per lo sviluppo sostenibile[sc.06]

Sala: Sala 3

Nell’ambito della strategia nazionale per lo Sviluppo Sostenibile la cooperazione allo sviluppo è il settore prioritario di applicazione della “dimensione esterna” dell’Agenda 2030, così come delineata dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e attuata dall’Agenzia per la Cooperazione allo Sviluppo.

I principi e le finalità della Cooperazione allo sviluppo sono definiti dalla Legge 125/2014: 

·      sradicare la povertà e ridurre le disuguaglianze, migliorare le condizioni di vita delle popolazioni e promuovere uno sviluppo sostenibile; 

·      tutelare e affermare i diritti umani, la dignità dell’individuo, l’uguaglianza di genere, le pari opportunità e i principi di democrazia e dello stato di diritto; 

·      prevenire i conflitti, sostenere i processi di pacificazione, di riconciliazione, di stabilizzazione post-conflitto, di consolidamento e rafforzamento delle istituzioni democratiche. 

Il convegno si propone di delineare l’importanza di tale area d’intervento sia dal punto di vista metodologico, dato dalla centralità della partnership e dell’approccio di sistema, sia da quello di ri-orientamento di tutte le azioni di aiuto internazionale attuate da amministrazioni centrali, regionali e locali.

15:00
18:00

Il paradigma della blockchain nella PA[co.55]

Sala: Sala 4

La metodologia di blockchain ha un importante e decisivo futuro nel settore pubblico: potrebbe essere utilizzata infatti per affrontare le inefficienze nei sistemi attuali e aumentare l'efficienza dell'erogazione dei servizi pubblici. Ad esempio, la blockchain potrebbe servire

come per il registro delle licenze di origine pubblica,  dei diritti di proprietà di cittadini e imprese, come ad esempio case, veicoli e brevetti, di identità. Una blockchain potrebbe facilitare il voto alle elezioni, assicurando che ogni persona ammissibile utilizzi un solo voto. Una blockchain potrebbe anche aiutare nelle funzioni di back-office, per coordinare e razionalizzare gare d'appalto e di acquisto tra i reparti, agenzie e altri organismi distaccati. In tutti i casi, una blockchain potrebbe ridurre le frodi ed errori offrendo allo stesso tempo grandi benefici in termini di efficienza e produttività. Esistono inoltre settori in cui le sperimentazioni sono già mature e che coinvolgono gli enti pubblici quali la sanità attraverso la gestione delle ricette e dei farmaci o l’agroalimentare con la gestione delle filiere di produzione a tutela dei consumatori e per rendere più trasparenti le attività pubbliche di sostegno agli agricoltori e ai produttori.

Il convegno, svolto assieme al sito www.blockchain4innovation.it , si propone di esplorare questa frontiera mettendo in luce opportunità e vincoli di una tecnologia in prorompente sviluppo.

15:00
18:00

Il Project Management strumento per l'innovazione della PA e cultura indispensabile per i RUP[co.43]

Sala: Sala 11

La Pubblica Amministrazione ha bisogno di competenze in grado di gestire i progetti (project management) e di assicurare quindi: pianificazione e sincronizzazione delle attività in modo da garantire il più possibile il rispetto dei tempi e dei costi, trasparenza delle procedure, uffici che facilitino l’iter dei procedimenti piuttosto che ostacolarne il percorso,
trasparenza amministrativa, informazioni esaustive a tutti gli stakeholder (che sono soprattutto i cittadini quando si parla di opere o servizi pubblici.
La recente evoluzione normativa ( Norme UNI, Linee Guida ANAC per nuovo codice appalti) ha allineato il nostro paese alle best practice adottate da altri paesi ed ha inoltre attribuito al RUP funzioni di project manager. 

15:00
18:00

Il Sistema pubblico di connettività per lo sviluppo qualitativo della domanda e dell'offerta[co.20]

Sala: Sala 12

Il quadro di gare per la fornitura di servizi innovativi alle amministrazioni, nella quale si collocano sia la gara per i servizi di connettività SPC, sia la gara - suddivisa in quattro lotti - per i servizi di cloud computing, di gestione delle identità digitali e sicurezza applicativa, di realizzazione di portali e servizi on-line e di cooperazione applicativa, ha l’obiettivo di rendere disponibili alle amministrazioni pubbliche italiane servizi innovativi di carattere abilitante per la realizzazione dell’Agenda Digitale Italiana, forniti secondo un modello di community cloud.  Ogni amministrazione potrà aderire ai contratti quadro beneficiando di costi contenuti, di elevati standard qualitativi e della riduzione del time-to-market dei progetti. Va da sé che oltre alla possibilità di sottoscrivere contratti per connettività e servizi, una volta ingaggiate le regole di SPC si apre un fronte nuovo sulla qualità del servizio erogato. L’elemento propulsore fondamentale per diventare Paese leader nell’innovazione rimane l’adozione di un sistema di innovazione che riesca a combinare investimenti pubblici e privati, partnership efficaci tra imprese e mondo pubblico. Le convenzioni SPC per gli effetti economici e la durata nel tempo del rapporto che si instaurerà tra le tre Aziende private aggiudicatarie e le Amministrazioni pubbliche rappresentano una straordinaria opportunità di partnership pubblico/privato in grado di diffondere l'innovazione, dare continuità e arricchire le funzionalità di cooperazione per la trasformazione digitale della PA.

 

giovedì, 25 maggio mattina

09:30
11:30

Le politiche per il turismo sostenibile nell'agenda 2030[co.24]

Sala: Sala 6

Il seminario partecipativo intende far comprendere come turismo sostenibile e cultura non siano semplici opzioni ma fari che indicano il cammino verso un’altra economia, incentrata su un approccio olistico.

Partendo dal contesto internazionale ed europeo,  per avere una quadro di riferimento circa i principi e le linee guida per uno sviluppo sostenibile integrato del turismo e della cultura,  si presenterà una nuova idea di cammino europeo inteso come rete di economie sostenibili e comunicanti: la Nikolaosroute©; il metodo Porta Mediterraneo, sperimentato dall‘Isfol (ora INAPP), ente pubblico nazionale di ricerca, che si potrebbe rivelare utile per creare lavoro all’interno del cammino

Infine si mostreranno gli strumenti operativi che l’Unione Europea mette a disposizione (anche avvalendosi di testimonianze concrete), in  tema della gestione ‘innovativa ed intelligente’ del turismo sostenibile, nell’ottica di monitorare e misurare gli impatti socio-economico e ambientali e di generare occupazione qualificata e competente, specie se giovanile.

10:00
13:30

La strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile[sc.05]

Sala: Sala 3

 Proteggere il Paese dal degrado delle risorse naturali, terrestri, marine e dei servizi eco-sistemici, dare il valore adeguato al capitale naturale nei processi economici del Paese, sviluppare il potenziale delle città sostenibili e invertire le tendenze allo spopolamento delle aree marginali, rafforzare la resilienza e la sostenibilità delle comunità e dei territori e custodire i paesaggi, gestire le risorse energetiche tenendo conto degli obiettivi di riduzione delle emissioni sono le principali sfide da affrontare. Le amministrazioni pubbliche sono attori protagonisti in queste azioni, ma devono lavorare in stretta sinergia con le aziende private e con le associazioni ambientaliste e della cittadinanza organizzata.
Il convegno vuole mettere allo stesso tavolo i principali stakeholders e presentare al pubblico dei dirigenti e funzionari delle amministrazioni centrali e locali e al mondo delle imprese la strategia d’intervento, le opportunità, gli obiettivi.

11:45
13:30

Verso la Rete Nazionale per la valutazione della PA[co.35]

Sala: Sala 6

Negli ultimi tempi la valutazione si è diffusa nel panorama istituzionale ben oltre la “prima ondata” dei Fondi strutturali europei, che dagli anni ’90 ha avuto il merito di introdurre una pratica del tutto estranea alla cultura politica e amministrativa italiana.

Sul solco di questo cambiamento, il New Public Management è approdato nel nostro ordinamento con il d.lgs. 150/09, il cui merito invece è di aver impattato bruscamente sul funzionamento delle pubbliche amministrazioni, le quali hanno reagito con livelli di resilienza diversi, a seconda dei contesti e dei comparti.

I primi anni di esperienza della CIVIT – la commissione creata per “governare” il ciclo della performance nelle amministrazioni italiane – hanno disatteso le aspettative, mostrando alcuni grandi limiti, primo fra i quali l’approccio indifferenziato nella definizione di linee guida, modelli e strumenti per tutta la PA.

A soli 3 anni dall’introduzione della norma, questi limiti hanno portato il Legislatore prima a trasformare la CIVIT in ANAC, poi quest’ultima in un’autorità specializzata esclusivamente sull’anticorruzione, fino all’attuale approdo delle competenze in materia di performance presso il Dipartimento della Funzione Pubblica.

Il DFP è oggi finalmente operativo grazie all’istituzione di un ufficio dedicato che, tra le altre cose, indirizza le attività degli OIV (in fase di rinnovamento) e introduce il concetto di Rete Nazionale per la valutazione delle amministrazioni pubbliche, aprendo di fatto la strada per una differenziazione di comparto.

Scuola, Sanità, Università, Ambiente, Giustizia e Enti locali sono solo alcuni dei comparti che dal 2010 prevedono la redazione di documenti di gestione della performance e che hanno avuto sviluppi differenziati, in relazione alle specifiche peculiarità dei propri compiti istituzionali, al loro grado di autonomia, al contesto d’azione (monopolistico o quasi-competitivo), all’adesione a standard o alla partecipazione a network nazionali e internazionali, all’esistenza di Agenzie di valutazione ecc.

La sessione si concentra dunque sul confronto tra alcuni di questi comparti, guardando al possibile sviluppo di una Rete Nazionale capace di contemplare fattori di continuità e di differenziazione, tenendo in considerazione le autonomie (laddove previste) e le visioni, gli approcci e i metodi adottati dagli enti preposti (laddove esistenti) alla valutazione delle performance nei diversi comparti.

11:45
13:30

Riuso e condivisione: gli shared services per l’abilitazione delle comunità territoriali intelligenti[co.34]

Sala: Sala 11

Gli shared services rappresentano nuovo modello organizzativo sinergico e collaborativo a vantaggio delle alleanze locali e basato su una visione “cittadino-centrica” del ruolo delle amministrazioni locali, orientato allo sviluppo di vere comunità intelligenti. In questo senso la tecnologia diventa fattore abilitante di un nuovo modo di gestire in rete l’amministrazione locale, che abilità alleanze amministrative a un efficace presidio di quelle funzioni strategiche che nella tradizionale frammentazione istituzionale risultavano penalizzate.

Esperienze di servizi condivisi si muovono a livello delle Unioni dei Comuni rappresentando interessanti casi nel cambio di paradigma nella gestione di risorse e soluzioni da un decentramento costoso, poco funzionale e caotico ad un accentramento che razionalizza e mette a sistema.

Vantaggi dunque in termini di risparmio di tempi e costi, di miglioramento di prestazioni e di sviluppo di una nuova governance dei territori che coinvolge istituzioni e stakeholder locali. A partire da esperienze concrete, il convegno sarà l’occasione per approfondire il tema dei servizi condivisi, le caratteristiche dei modelli sociotecnici collaborativi e partecipativi sottostanti, le opportunità che essi offrono ma anche i fattori che li ostacolano, in termini di normativa, di sviluppo infrastrutturale e di competenze delle risorse umane.

11:45
13:30

Disaster Recovery & Business Continuity[co.15]

Sala: Sala 4

L’abolizione dal CAD dell’Art. 50-bis in materia di continuità operativa nella PA, ha lasciato un vuoto normativo nella gestione dei sistemi informativi pubblici. Non è ad oggi accettabile che le Amministrazioni - che gestiscono servizi fondamentali e critici per il funzionamento del sistema paese - non siano in grado di assicurare il recupero dei propri dati e di garantire la continuità del funzionamento dei loro sistemi informatici a fronte di disastri di qualsiasi natura; tuttavia non poteva essere perseguito con le modalità prescritte dall’Art. 50-bis che obbligavano ogni singola amministrazione a predisporre piani individuali di disaster recovery e continuità operativa, basati su studi di fattibilità da sottoporre al parere di AgID.

La soluzione praticabile, di cui si parlerà in questa sessione congressuale, risulta quindi quella di sottrarre alle singole amministrazioni la responsabilità di progettare e gestire funzioni informatiche non specifiche e di trasferirle in una infrastruttura digitale Regionale (con i CERT Regionali) o Privata utilizzando le possibilità che oggi offrono le tecnologie del cloud computing.

11:45
13:30

Data driven decision[co.17]

Sala: Sala 2

Il buon governo deve avere la capacità di prendere decisioni sulla base dell’esatta conoscenza di quello che avviene nel territorio stesso. È ciò che viene chiamato data driven decision o anche Data driven economy ed è la conseguenza virtuosa di un processo in grado di trasformare i dati grezzi in informazioni, queste in conoscenza su cui prendere, infine, decisioni.

Ma la PA è pronta a trasformare l’enorme mole di informazioni a sua disposizione in buon governo? Le potenzialità sono enormi: si va dall’analisi dei bisogni, per offrire servizi migliori ai cittadini, ad una maggiore razionalizzazione della spesa pubblica. Alle fonti istituzionali si sono aggiunte anche le informazioni che provengono dai diversi device che popolano le città (l’Internet delle cose), dalle segnalazioni dei cittadini o dal funzionamento stesso della macchina amministrativa (ad esempio dai processi di fatturazione elettronica).

L’e-leader deve sempre più indirizzare un miglioramento dei processi, grazie a dati strutturati, continuamente aggiornati ed effettivamente utilizzati nelle scelte strategiche e nella valutazione delle performance organizzative. Quali le competenze e gli strumenti a suo supporto?

giovedì, 25 maggio pomeriggio

15:00
18:00

L’Europa concreta: gli strumenti per lo sviluppo urbano sostenibile[sc.04]

Sala: Sala 2

L’Italia è il paese in Europa con la più massiccia partecipazione ai principali programmi di supporto allo sviluppo urbano sostenibile. In che modo URBACT e UIA stanno contribuendo a rilanciare nuove forme integrate e partecipate di sviluppo urbano? L’incontro punta a condividere esperienze realizzate dalle città italiane del programma e a favorire la partecipazione di un numero sempre più ampio di amministrazioni nei programmi di innovazione realizzati a partire dalle 26 città attualmente impegnate in URBACT e Urban Innovative Action, oltre alle decine di città che hanno presentato buone pratiche che faranno da riferimento alle politiche urbane europee del futuro.

15:00
18:00

La razionalizzazione dei datacenter per l'efficienza e la sostenibilità[co.65]

Sala: Sala 4

Un piano di razionalizzazione delle infrastrutture IT della Pubblica Amministrazione implica una visione di lungo periodo, importanti investimenti e un coordinamento che tenga conto delle varie realtà presenti sul territorio.

Come già annunciato dalla stessa AgID, il processo di razionalizzazione passa dalla riduzione significativa delle infrastrutture materiali e immateriali, che spinge a ragionare  in termini di Poli Nazionali. Dunque una semplificazione fisica e logica, che prevede l’individuazione di pochi centri (pubblici o privati), suddivisi su base territoriale, o su base “tipologia di Amministrazione”. Lo scopo è quello di accentrare i sistemi, garantendo gli stessi servizi a tutte le Amministrazioni e tutti i cittadini presenti sul territorio.

Tale processo permetterà tra l’altro una gestione più efficiente dei centri, una loro maggiore sostenibilità anche in termini di consumi energetici, una maggiore sicurezza, riducendo drasticamente la superficie d’attacco.

 

15:00
18:00

Trasparenza e partecipazione[co.03]

Sala: Sala 8

Come spesso accade per le riforme riguardo al d.lgs gli addetti ai lavori si sono nettamente divisi in due partiti distinti: per l’uno si è fatto troppo e le amministrazioni non saranno in grado di sostenere lo sforzo organizzativo della riforma, specie perché, come sempre in questo Paese in questo ipocrita, deve essere fatta a costo zero. Dall’altro il partito del FOIA a cui anche noi ci iscriviamo in larga parte, dice che si poteva e si doveva fare di più in termini di chiarezza e di coraggio nelle linee guida. Tant’è: la legge ora c’è ed è il caso di interrogarci come farla diventare vitale e non solo un altro adempimento formale che affastella carta su carta, piani su piani.

Il convegno si interrogherà proprio su questo aspetto trasformativo che la legge può avere sulle amministrazioni e sul loro modo di gestire provvedimenti e di detenere dati ed informazioni. Le tecnologie qui hanno un ruolo determinante perché nessuna trasparenza è possibile senza sistemi informativi che la abilitino.

15:00
18:00

La politica di coesione per costruire benessere equo e sostenibile[co.27]

Sala: Sala 6

Il programma dell’UE noto come “strategia Europa 2020” si propone ambiziosi obiettivi per la crescita e l’occupazione per il decennio in corso. L‘enfasi è sulla crescita intelligente, sostenibile e inclusiva come mezzo per superare le carenze strutturali dell’economia europea, migliorarne la competitività e la produttività e favorire l’affermarsi di un’economia di mercato sociale sostenibile.

Giunti a metà dei sette anni di programmazione, pur consci dei ritardi che sia la politica sia la riorganizzazione delle amministrazioni preposte hanno comportato, è il caso di cominciare a fare il bilancio di quanto è stato già fatto e soprattutto, in un clima di nuova e profonda diffidenza verso l’istituzione europea, di quanto è stato effettivamente percepito dai cittadini in termini di incremento della loro qualità della vita.

In questo evento di scenario ci proponiamo, attraverso l’intervento di relatori protagonisti delle politiche di coesione, siano essi vertici politici e amministrativi, o siano a capo dei Piani Operativi nazionali e regionali o infine siano rappresentanti dei cittadini e delle imprese che sono i destinatari finali degli interventi,  in un formato che ricorda più un TED che un convegno classico, di mettere in luce una sorta di SWOT che fotografi opportunità, minacce, punti di forza e di debolezza degli interventi in atto e della loro governance e, soprattutto, disegni uno scenario per i prossimi decisivi quattro anni di programmazione.